
Come funziona la truffa “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum”
Condividi questo articolo
Ieri sera è arrivata a mia moglie una telefonata con il seguente messaggio registrato:
“Abbiamo ricevuto il tuo curriculum e siamo lieti di invitarti. Aggiungi il mio numero su WhatsApp”.
Stranita, mi passa il telefono perché non aveva inviato alcun curriculum. Conoscendo bene questi giochetti, non mi sono meravigliato e ho deciso di seguire il filo del presunto truffatore per vedere fino a che punto sarebbe arrivato. Ho aggiunto il numero su WhatsApp e, come previsto, mi sono ritrovato di fronte a una delle più classiche truffe online.
In passato avevo già ricevuto diverse chiamate o SMS del genere con messaggi molto simili quali:
- “Il tuo curriculum è stato approvato. Contattaci subito tramite WhatsApp a questo numero…”
- “Salve, sono del dipartimento risorse umane. Abbiamo ricevuto il tuo curriculum. Siamo felici di invitarvi a lavorare insieme. Contatto tramite WhatsApp…”
- “Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum e siamo felici di aiutarti. Scrivi al nostro numero WhatsApp per comunicazioni..”
In tutti questi casi, con grande probabilità si è di fronte ad un ormai noto tentativo di frode, nello specifico di SCAM. Tale termine inglese viene usato per nel web per indicare una truffa o qualsiasi altra azione fraudolenta finalizzata a ingannare una persona o un’azienda per ottenere denaro, informazioni sensibili o altri vantaggi illeciti.
Questa esperienza mi ha spinto a riflettere più a fondo su come tali truffe sfruttino la fiducia e la voglia di trovare opportunità lavorative, innescando un meccanismo subdolo che, inizialmente, sembra legittimo per poi rivelarsi un inganno ben pianificato.
In tutti i casi, la prassi è pressappoco la stessa: si approccia la vittima promettendo guadagni facili e, dopo un brevissimo periodo di prova, si ottiene la sua fiducia redistribuendo davvero il denaro guadagnato, sebbene in piccole somme. La truffa vera e propria scatta in seguito, quando, per proseguire con la presunta collaborazione, viene richiesta alla vittima una somma di denaro per spese d’ingresso. Ottenuta tale somma, i truffatori si dileguano, lasciando la vittima senza soldi né lavoro.

Un’analisi tecnica e operativa della truffa
Il meccanismo tipico di questa truffa si articola in quattro diverse fasi:
- Contatto iniziale:
L’utente viene contattato telefonicamente tramite un messaggio pre-registrato o un SMS. Il messaggio è studiato per sembrare una proposta di lavoro reale, sfruttando tecniche di social engineering per fare leva sull’ottimismo e sulla fiducia della vittima.
A essere contattate sono intere ondate di numeri di telefono: si “spara” nel mucchio nel tentativo di intercettare persone realmente in cerca di lavoro o di una seconda fonte di guadagno.
Si punta sul bisogno di lavorare e sull’euforia del momento per essere stati selezionati tra tanti. - Invito a WhatsApp:
Viene richiesto di salvare il numero su WhatsApp per ottenere maggiori dettagli. Questa transizione da una comunicazione “ufficiale” (telefono o SMS) a una piattaforma di messaggistica istantanea consente ai truffatori di adottare ulteriori tecniche persuasive, come l’invio di messaggi personalizzati, l’utilizzo di immagini e video che simulano ambienti lavorativi reali e l’adozione di un tono amichevole e rassicurante.
In realtà, si ha l’impressione di partecipare a una conversazione a senso unico, in cui il truffatore segue uno schema predefinito di messaggi preimpostati. Provando a porre domande più articolate, queste vengono del tutto ignorate, e si ha la sensazione di ricevere risposte copia-incolla, talvolta scritte in modo palesemente sgrammaticato, probabilmente frutto di traduzioni automatiche. - Fase di verifica e fiducia:
Atterrati su WhatsApp i presunti SCAMMER dichiarano di procacciare nuovi dipendenti per grosse aziende del calibro di Warner Bros o YouTube. Di seguito un esempio di messaggio:
Grazie per la tua risposta. La nostra azienda collabora con i commercianti di Youtube e quest’ ultimi sono disposti a pagare per aumentare le iscrizioni e la popolarità dei blogger, per questo la nostra azienda deve reclutare un gran numero di dipendenti. Tu quindi sarai pagato per aumentare le loro iscrizioni su Youtube.
All’inizio, il “lavoro” proposto richiede attività semplici come mettere “like” o seguire account social (su piattaforme come YouTube, TikTok o Instagram) e inviare screenshot come prova del lavoro svolto. Questa fase ha lo scopo di consolidare la fiducia della vittima, e in molti casi, viene addirittura erogata rapidamente una piccola ricompensa in denaro, pari a pochi euro. - Richiesta di investimento:
Una volta acquisita la fiducia dell’utente, il truffatore chiede di investire una somma di denaro per “continuare a lavorare” o per sbloccare ulteriori opportunità. A questo punto, l’inganno si concretizza: la somma viene trasferita e, successivamente, i truffatori interrompono ogni contatto, lasciando la vittima senza alcun mezzo per recuperare i fondi.
Ottenuta una certa credibilità proprio grazie ai primi piccoli pagamenti realmente erogati, non di rado viene inoltre proposto di progredire di livello accedendo a specifici gruppi Telegram, una sorta di programma VIP a pagamento dove vengono garantiti all’utente guadagni maggiori. Di seguito però le comunicazioni vengono tendenzialmente interrotte, i truffatori bloccano il numero e per gli utenti è quasi impossibile recuperare i soldi investiti.
Come tutelarsi e riconoscere casi del genere
Una volta chiarito il funzionamento di queste truffe, ecco alcune regole fondamentali per proteggersi da questo genere di raggiri:
- Nessuno seleziona candidati senza aver ricevuto un curriculum
Se non è stato inviato alcun curriculum, è improbabile che qualcuno stia realmente cercando di offrire un’opportunità lavorativa. Come potrebbero aver selezionato un candidato senza nemmeno conoscerne l’identità? Diffidare sempre delle offerte di lavoro ricevute senza alcun previo contatto, soprattutto se l’unico dato a disposizione del presunto datore di lavoro è un numero di telefono, senza alcuna informazione aggiuntiva.
- Attenzione ai contatti esclusivamente via WhatsApp
Le aziende serie dispongono di siti ufficiali, indirizzi email aziendali e processi di selezione strutturati. È altamente improbabile che un datore di lavoro si affidi unicamente a WhatsApp per la selezione del personale, senza prevedere un colloquio formale, sia esso telefonico o di persona. - Verificare il numero di telefono su Google
Molti numeri utilizzati per queste truffe sono già stati segnalati. Effettuare una ricerca su Google o su piattaforme specializzate come Tellows può fornire indicazioni utili. In passato, questi tentativi di truffa provenivano spesso da numeri con prefissi esteri, come quelli portoghesi o di alcuni paesi dell’Est Europa. Oggi, tuttavia, i truffatori utilizzano anche numeri con prefissi italiani, sia fissi che mobili, rendendo la frode meno evidente. - Diffidare delle promesse di guadagni facili
È improbabile che un’azienda sia disposta a pagare cifre elevate per compiti semplici, come un singolo clic. Promesse di guadagni giornalieri compresi tra 50 e 400 euro per attività generiche sono altamente sospette, persino per le grandi aziende del settore digitale.
- Pagamenti anticipati per lavorare
Si lavora per guadagnare, non per pagare. Qualsiasi richiesta di denaro anticipato per presunte spese di ingresso, materiali o formazione deve essere considerata un campanello d’allarme. Anche nel caso di corsi di formazione, è sempre opportuno effettuare verifiche approfondite prima di investire somme di denaro. Se invece di offrire un compenso si richiede un pagamento, è molto probabile che si tratti di una truffa.

